La colonizzazione ebraica dei territori è uno degli ostacoli principali a un accordo di pace. Occorre porvi fine. Israele ha rimosso negli anni scorsi le colonie dal Sinai, da Gaza e in alcuni casi isolati dal nord della Cisgiordania. Questo è un precedente politico importante. Ovviamente l’evacuazione dei grandi insediamenti in Cisgiordania è ben più complessa e implica costi umani rilevanti. Ma lo scambio paritario di territori nell’ambito di un accordo di pace – come proposto da molte parti -consentirà alla maggior parte degli israeliani che vivono di là della Linea Verde del 1967 nei “settlement blocs” di restare nel territorio che diventerà parte integrante di Israele. Altri abitanti degli attuali insediamenti saranno reinseriti all’interno di Israele, con adeguati indennizzi economici. Infine, i coloni più irriducibili dovranno conformarsi alle regole della democrazia e non potranno in alcun caso dettare a Israele decisioni così importanti per il suo futuro.

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