IRAN : l’accordo sul nucleare

JCall prende atto dell’accordo concluso fra le nazioni del 5+1 e l’Iran che stabilisce un controllo internazionale sui limiti imposti al programma nucleare iraniano.

Dopo 12 anni di trattativa questo accordo dovrebbe scongiurare il rischio che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari entro l’anno prossimo, come sarebbe potuto accadere, secondo la maggior parte degli osservatori, in assenza di un accordo. Detto accordo assicura che per un   periodo di 10 anni l’Iran sarà soggetto a regolari ispezioni da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica al fine di garantire l’osservanza dei suoi impegni. Dovrebbe infine porre un freno alle ambizioni di altri paesi della regione (Arabia saudita, Turchia, Egitto) di dotarsi a loro volta di armi atomiche, limitando cosi il pericolo di proliferazione nucleare nel Medio Oriente.

L’accordo, atteso da una popolazione che ha subito anni di sanzioni da parte della comunità internazionale, permette all’Iran di ritrovare un posto nel consesso delle nazioni. Nel concluderlo, i paesi occidentali hanno giocato una duplice scommessa :

  • Da un lato il convincimento che il ritorno dell’Iran a rapporti economici normali con l’Occidente favorirà una graduale liberalizzazione del regime e lo spingerà a rispondere alla domanda di democrazia che proviene dalla società civile e al tempo stesso rafforzerà il peso delle forze di opposizione al regime;

 

  • Dall’ altro la speranza che l’Iran divenga un partner per contenere i conflitti nella regione. Nel processo di disgregazione in atto degli stati del Medio Oriente l’Iran è un attore indispensabile per cercare di risolvere i conflitti in Siria, Irak e Libano. L’Occidente spera che esso unirà le sue forze a quelle della coalizione internazionale per opporsi all’avanzata dello Stato islamico.

 

Certamente l’accordo non scaricherà l’Iran delle sue pesanti responsabilità per gli atti repressivi commessi dal regime dei mullah verso il popolo iraniano (oppositori, donne, omosessuali, intellettuali, ecc.) e dell’appoggio fornito a movimenti terroristici colpevoli di attentati contro Israele ed ebrei nel mondo, come quelli del 1992 e 1994 a Buenos Aires. Né potrà rimuovere dall’attenzione e dalla condanna del mondo le campagne antisemite e negazioniste né la volontà reiterata di annientare Israele.

Ma questo accordo, quantunque imperfetto, è preferibile all’assenza di accordi che non avrebbe impedito all’Iran nel breve-medio termine di conseguire armi nucleari. Dopo lunghi anni di confronto aspro con l’Occidente esso è la riprova tangibile che la diplomazia è preferibile alla guerra. Un Iran più vicino all’Occidente, più aperto al resto del mondo e dialogante con gli Stati Uniti costituirà in futuro un pericolo minore per Israele.

Lascia un commento