Marine Le Pen e Jordan Bardella, del Raggruppamento Nazionale, alla marcia contro l'antisemitismo a Parigi, 12 novembre 2023. (Credit: Geoffroy VAN DER HASSELT / AFP)
Il governo di Israele, in particolare il Ministro per i rapporti con la Diaspora Chikli, promuove per i prossimi 26-27 marzo una Conferenza internazionale diretta a combattere l’antisemitismo. Decisione che ci appare meritoria alla luce della recrudescenza recente di atteggiamenti ed atti violenti diretti contro individui ed istituzioni ebraiche in diversi paesi europei.
Leggiamo peraltro con sconcerto e fastidio che inviti di partecipazione a detta conferenza sono stati trasmessi a partiti dell’estrema destra europea, da Fidesz ungherese a Vox spagnolo, al Rassemblement national francese, ai Democratici svedesi.
Il filosofo francese Bernard Henry Levy già invitato ha respinto l’invito. Cosi Felix Klein, coordinatore della campagna contro l’ antisemitismo in Germania.
Da tempo Israele così come parte del mondo ebraico, in Europa ed altrove, si sono volti a ricercare la protezione di alleati impropri e opportunistici nella destra politica, in movimenti xenofobi o tra i cristiani integralisti, in nome del sostegno a Israele e della comune ostilità all’Islam. Tali atteggiamenti rischiano di provocare fratture profonde fra Israele e le comunità ebraiche in quei paesi, impegnate nel rispetto dei principi della democrazia, della tutela delle minoranze, dell’universalità dei diritti umani.
Marzo 2025