Comunicati stampa

JCALL critica il piano di pace israelo-palestinese proposto dall’Amministrazione americana

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Il piano proposto dagli Stati Uniti per un accordo di pace fra israeliani e palestinesi non è un piano di pace. Contraddice precedenti accordi fra le parti su questioni essenziali quali i confini, gli insediamenti, lo statuto di Gerusalemme, i rifugiati; è in contrasto con risoluzioni delle Nazioni Unite e con il principio di una composizione del conflitto sulla base del riconoscimento dei diritti nazionali dei due popoli e della coesistenza pacifica fra due stati sovrani.

Umilia i palestinesi e rafforza la retorica della destra in Israele che da tempo agisce sull’opinione pubblica del paese perché venga meno il sostegno alla soluzione “a due stati”, l’Autorità nazionale palestinese e il suo presidente Abbas non siano riconosciuti come partners nel negoziato e una soluzione politica del conflitto non abbia più il rilievo dovuto nelle priorità del paese.

Il piano giunge dopo una sequela di atti unilaterali dell’Amministrazione americana : l’abbandono di impegni precedenti degli stessi Stati Uniti in favore dei due stati ; il riconoscimento di Gerusalemme come sola capitale d’Israele e non di Gerusalemme Est come capitale di un futuro stato palestinese, tema che viene escluso dalle stesse trattative di pace ; la drastica riduzione dei fondi destinati alle istituzioni e ONG palestinesi ; il sostegno aperto alla politica degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Il piano consente a Israele di annettere la valle del Giordano e la totalità degli insediamenti, circa il 30 % della Cisgiordania ; Gerusalemme sarebbe unita sotto l’esclusiva sovranità di Israele così come aree vicine alla città come E1/Ma’ale Adumim e Givat hamatos.

Ai palestinesi è offerto uno stato fra 4 anni soggetto ad una serie di condizioni imposte dagli Stati Uniti e Israele, stato privo di effettiva sovranità, di controllo sui confini, sulle risorse idriche e altre risorse naturali e di una capitale a Gerusalemme Est. Gli insediamenti israeliani resteranno immutati come enclaves all’interno di questa entità-stato.

Ne verrà rafforzata l’occupazione permanente da parte di Israele di territori palestinesi che prefigura già nei fatti un unico stato senza diritti per i palestinesi e con un regime legale doppio e separato per gli israeliani rispetto ai loro vicini palestinesi.

Chiediamo ai governi del mondo e in particolare dei paesi membri della U E di :

  • Difendere la soluzione “a due stati” in coerenza con parametri concordati internazionalmente
  • Respingere il piano americano
  • Confermare e rafforzare l’impegno ribadito con la risoluzione delle Nazioni Unite n. 2334 del 2016 del distinguere sul piano dei rapporti politici ed economici fra Israele e i suoi insediamenti

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Jcall (www.jcall.eu) è un’associazione di ebrei europei che sostiene una soluzione “a due stati” del conflitto israelo-palestinese.

Per informazioni, scrivere a jcall.italia@gmail.com

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